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1. Castello della Colombaia, Trapani - contro la burocrazia che da anni blocca ogni tentativo di recupero

Al 1° posto con 7.052 segnalazioni, la Colombaia di Trapani, un’antichissima fortezza costruita all’ingresso del porto cittadino. Il nucleo originario sarebbe stato realizzato per motivi militari dal generale cartaginese Amilcare Barca nel II secolo a.C., mentre dalla seconda metà del Trecento la fortezza assunse la forma di castello, con la costruzione della cinta muraria di forma ellittica e dell’annessa torre ottagonale. Con un successivo adattamento della struttura difensiva, nel 1848, la Colombaia diventò un carcere, ricavando all’interno piccole celle e sfruttando il grande cortile centrale.
Dal 1965, anno della chiusura del carcere, la Colombaia è in stato di abbandono e a forte rischio di crollo e all’incuria si sommano gli atti vandalici. L’associazione “Salviamo la Colombaia”, nata nel 1993 per proteggere e valorizzare lo storico castello, si batte per riportarlo al suo antico splendore e ha inviato al FAI l’alto numero di votazioni raccolte. Da anni infatti il Comune di Trapani chiede al Demanio il passaggio di proprietà per poter affrontare i lavori di recupero e trovare una nuova destinazione d’uso compatibile con il monumento, ma un lungo e complesso iter burocratico finora lo ha impedito.

AGGIORNAMENTO: nel novembre 2008 è stato emanato un decreto di vincolo che sancisce formalmente l'importanza storico-artistica del monumento. La proprietà passerà dal Demanio dello Stato a quello della Regione Sicilia, come previsto dalla normativa delle regioni a statuto speciale.
Al momento è in corso il passaggio formale di competenza dal Demanio Marittimo al Demanio Storico-Artistico. Tali procedure dovrebbero concludersi entro l'autunno e potrebbero portare al passaggio di proprietà al Comune di Trapani.

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2. Villa Durazzo Pallavicini, Genova Pegli - contro l'abbandono e il degrado

Al 2° posto con 5. 514 segnalazioni, l'ottocentesca Villa Durazzo Pallavicini, che sorge sulla collina di San Martino a Genova Pegli, e oggi sede del Museo Civico di Archeologia. La villa - splendido esempio di residenza dell'aristocrazia genovese - è famosa per il parco che il Marchese Ignazio Pallavicini fece progettare da Michele Canzio, scenografo del teatro Carlo Felice. I lavori - realizzati tra il 1840 e il 1846 - portarono alla realizzazione di un'opera considerata oggi tra le più alte espressioni di giardino romantico ottocentesco: un parco con un preciso impianto scenico, studiato proprio come un'opera teatrale in tre atti, con un prologo introduttivo e un epilogo ludico. Nel 1928 l'allora proprietaria marchesa Matilde Giustiniani donò l'intero complesso al Comune, a condizione che esso restasse fruibile al pubblico nella sua veste originaria. Ma questo non è stato del tutto possibile perché, a causa del degrado in cui versa attualmente, la parte alta del giardino è divenuta impraticabile e purtroppo lo è tuttora. Villa Durazzo Pallavicini si trova oggi in un preoccupante stato di incuria e abbandono. I numerosi voti giunti nel corso del censimento testimoniano la volontà dei cittadini di salvaguardare questo importante parco storico, patrimonio culturale della città.

3. Libreria Bocca, Milano - contro la scomparsa di uno dei locali storici della città

Al 3° posto con 5.258 segnalazioni, la Libreria Bocca a Milano, un punto di riferimento della cultura e della storia milanese dagli anni Sessanta dell'Ottocento. La libreria ha sede nella prestigiosa Galleria Vittorio Emanuele e la sua origine risale al 1775, quando i fratelli Giuseppe e Secondo Bocca fondarono a Torino un'azienda tipografica e libraria di famiglia.Nel corso della sua lunga esistenza, la libreria ha avuto sedi in diverse città: Parigi, Firenze, Roma, Torino e Milano. Quest'ultima è l'unica a essere tuttora attiva e, sotto la guida della famiglia Lodetti che la gestisce dalla fine degli anni ‘70, si è specializzata nella vendita di testi, monografie e cataloghi d'arte di respiro internazionale, diventando inoltre un luogo aperto all'incontro, alle esposizioni d’arte e allo scambio culturale. Il grande valore della libreria è stato riconosciuto, nel 2002, dalla nomina a “locale storico” da parte dell'Associazione Locali Storici d'Italia, che si occupa della valorizzazione dei più antichi e prestigiosi locali nazionali. Oggi la libreria rischia la chiusura, a causa di un canone d'affitto cresciuto più del doppio e insostenibile per la tipologia di negozio.

AGGIORNAMENTO: nonostante le numerose sollecitazioni, il Comune di Milano non ha ancora risposto all'istanza mossa dai cittadini per evitare la chiusura della libreria. Continua la battaglia del FAI in favore dello storico locale milanese.

4. Monte Gennaro, Palombara Sabina (RM) - contro le antenne esistenti e contro il progetto di installarne di nuove e contro i resti dell'albergo diroccato

Al 4° posto con 4.737 segnalazioni, le strutture che deturpano il Monte Gennaro situato nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili. Un’area naturale protetta, estesa per 18.000 ettari lungo l'omonima catena montuosa dell'Appennino centrale, a metà strada tra Roma e Rieti e che rappresenta un vero e proprio polmone verde per tutto il Lazio.
Sulla sommità del monte sono infatti presenti numerose antenne televisive e radiofoniche e il luogo è stato individuato dalla Regione Lazio come sito idoneo per l’installazione di nuove antenne, decisione contro cui il Comune di Palombara Sabina ha presentato ricorso al TAR. Molte segnalazioni riguardano anche un albergo abbandonato dagli anni ’80 che sta crollando e che produce inquinamento di amianto.

5. Carceri storiche, Trento - contro il progetto di abbattimento

Al 5° posto con 4.659 segnalazioni, le antiche carceri di Trento, importante testimonianza storico-artistica della città: fanno parte di un complesso monumentale di fine Ottocento, che comprende anche il Tribunale e il Penitenziario, progettato dall’architetto viennese Karl Schaden nel 1877.
Il carcere, esempio di architettura civile di grande qualità del periodo austro-ungarico, costruito con materiale locale - la pietra di Trento - si sviluppa su tre piani più uno interrato. All’interno, sul corpo centrale dell’edificio, si affacciano due piani di celle con ballatoi sorretti da mensole in pietra. Tre grandi aperture illuminano dall’alto lo spazio centrale, mentre un finestrone in vetro policromo è collocato sul lato occidentale. Lungo la facciata orientale si apre una graziosa cappella a due livelli.
Dopo il trasferimento delle carceri fuori Trento, è stato approvato un progetto per l’ampliamento del vicino Palazzo di Giustizia - da realizzare entro il 2010 - che prevede la demolizione dello storico edificio carcerario e della cappella e la costruzione di un nuovo polo giudiziario.

AGGIORNAMENTO:
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6. Area militare in dismissione denominata “ex terzo deposito carburanti” a Vitinia, Roma – contro la realizzazione del progetto di cementificazione

Al 6° posto con 4.635 segnalazioni, il progetto di cementificazione (chiamato ATO R62) da attuarsi sull'area militare in dismissione denominata "ex terzo deposito Carburanti" a Vitinia, che si trova nel Comune di Roma. La zona è una splendida area verde che ospita tante specie animali: mucche, pecore, asini e capre al pascolo, uccelli che nidificano nei boschi. E' inoltre presente un sito archeologico con resti di una villa romana.
L'Associazione "ViviamoVitinia", che si è occupata in questi mesi della raccolta delle segnalazioni, vorrebbe che fosse cancellato il progetto di cementificazione dell'area, che prevede la costruzione di 500 appartamenti con una colata di 150.000 metri cubi di cemento, e che fosse allestito invece un parco pubblico.

7. Villa Sanna Parco di Monserrato, Sassari – contro l’abbandono e il degrado

Al 7° posto con 4.184 segnalazioni, Villa Sanna a Sassari, la cui storia parte dal lontano 1600. Monserrato era forse la più prestigiosa delle tenute nobiliari della campagna. La acquistarono i Navarro, una famiglia spagnola che approdò nell’isola con molti soldi e spirito di commercio. La tenuta passò nella seconda metà dell’Ottocento a Giovanni Antonio Sanna, imprenditore, parlamentare, mecenate e benefattore della città che abbellì e ingrandì la villa padronale e trasformò il parco di Monserrato in un raffinato giardino con la costruzione di architetture, vasche e fontane con giochi d’acqua. La famiglia Di Suni fu l’ultima a custodire con amore un bene così prezioso. Poi, dal secondo dopoguerra, ebbe inizio il declino: il parco venne smembrato e villa Sanna andò all’Inail, che non potendone ricavare gli uffici per il veto della Soprintendenza, se ne disinteressò.  Oggi la Villa versa in condizioni di forte degrado.

8. Chiesa di San Ruffino, Mongiardino Ligure (AL) – contro l’abbandono e il degrado

Al 8° posto con 4.048 segnalazioni, la Chiesa dedicata aSan Ruffino in frazione Cerendero, nel Comune di Mongiardino Ligure (AL). Il documento più antico riguardante la chiesa risale al 1248 e dalla metà del Seicento in poi fu la parrocchia di numerose frazioni del territorio dell’Alta Val Borbera. Seguirono diversi rifacimenti dell’edificio religioso, mentre le forme attuali della chiesa si devono a una ricostruzione realizzata tra il 1892 e il 1906. L’edificio, situato su un terreno franoso, è inagibile da anni e il tetto è in gran parte crollato, mentre il campanile con le quattro campane secolari resiste ancora in discrete condizioni.
Il comitato “Amici della Chiesa di Cerendero”, costituitosi a ottobre 2008, ha raccolto un altissimo numero di voti in soli quindici giorni, anche grazie alla grande partecipazione arrivata dai comuni vicini, dalle comunità montane, dalle associazioni culturali, dalle scuole e dalla Curia di Genova. Per salvare la chiesa si sono, infatti, mobilitate due regioni: Piemonte e Liguria. L'edificio si trova in un territorio di confine e, benché situato in provincia di Alessandria, dipende dalla Diocesi di Genova.


AGGIORNAMENTO: grazie al grande impegno dell'associazione "Amici della Chiesa di Cerendero" sono stati mossi i primi passi verso il difficile recupero della chiesa.
Lo scorso 6 luglio sono cominciati i sondaggi geologici del terreno sul quale sorge l'edificio religioso, necessari per conoscere la natura del terreno ed effettuarne la messa in sicurezza, onde evitare eventuali frane.
Per sensibilizzare l'opinione pubblica circa l'emergenza di Cerendero - e anche di raccogliere fondi da utilizzare per un futuro restauro - l'associazione ha organizzato una serie di iniziative nei pressi della chiesa (es. processioni, mostre fotografiche, mercatini...).

9. Lomellina, Provincia di Pavia – contro la realizzazione del progetto di costruzione dell’autostrada Broni-Mortara

Al 9° posto con 3.891 segnalazioni, il progetto dell’Autostrada Broni-Mortara, che prevede la costruzione di 50 km circa di autostrada per collegare gli abitati di Broni e Mortara, in provincia di Pavia. La cosiddetta “autostrada della Lomellina” è ritenuta prioritaria dalla Regione Lombardia per completare la rete viaria transpadana e il suo tragitto ricadrebbe all’interno del Parco del Ticino. Quest’ultimo ente si è schierato a favore dell’opera, mentre le associazioni ambientaliste e i comitati locali si battono dal 2006 contro questo progetto.
Oltre a mettere in dubbio l’utilità di questa autostrada, comitati e associazioni contestano il prevedibile aumento del traffico e di inquinamento e la non remota possibilità di una proliferazione di capannoni in un’area naturalistica intatta, dove oggi ci sono perlopiù risaie. Attualmente si aspetta il pronunciamento del TAR sul ricorso avanzato da WWF, altri ricorsi sono stati presentati dai comitati locali.

10. Area “quadrilatero verde”, Firenze - contro la realizzazione del progetto di parcheggio interrato

Al 10° posto con 3.206 segnalazioni, il progetto di parcheggio interrato in un’area verde, denominata dagli abitanti “quadrilatero verde” e compresa tra via Signorini,Via Viani, Via Torcicoda e via dei Platani a Firenze. Quest’area privata, ma vincolata dal PRG a verde pubblico e a impianti sportivi, che ha ospitato per vari anni dei vivai, costituisce già oggi uno splendido giardino che collega il primo nucleo storico del quartiere dell’Isolotto (inizi anni ’50) con l’espansione successiva degli anni ’60-’70.  Esso costituisce anche una preziosa testimonianza dell’originario piano di campagna e si presenta con la crescita delle essenze qui lasciate dagli ex vivai, come un bellissimo giardino con piante d’alto fusto e con possibilità di accrescimento anche con nuovi impianti. Tuttavia un progetto di parcheggio interrato in corso di approvazione dalla Giunta Comunale e portato avanti nonostante l’opposizione di migliaia di cittadini che si sono espressi con una petizione popolare per l’esproprio e l’apertura al pubblico dell’area, minaccia di cementificare e distruggere questo luogo del cuore.

11. Santuario della Madonna del Poggio, Solero (AL) - contro l’abbandono e il degrado

All'11° posto con 3.039 segnalazioni, il Santuario della Madonna del Poggio a Solero, edificio situato appena fuori dall'abitato sull'antico tracciato della Via Francigena. Le caratteristiche architettoniche - portico antistante alla chiesa, cortile cintato con portico perimetrale a forma di chiostro e presenza del pozzo - fanno supporre che in epoca medioevale fosse un sicuro punto di sosta per i pellegrini e i viandanti che potevano riposare in luogo riparato.
Oggi, riprendendo tentativi già attuati in passato e visto il grave stato di degrado e di incuria nel quale versa il santuario, la comunità solerina si sta attivando per sollecitare un'opera di restauro volta a valorizzare l'edificio e a restituirlo all'esercizio del culto e alle visite di devoti e pellegrini.

12. Baia dei Turchi, Otranto – contro lo scheletro di uno stabilimento balneare abbandonato

Al 12°posto con 2.374 segnalazioni, i resti abbandonati di uno stabilimento balneare, la cui costruzione è stata bloccata nel 2007 dal Comune di Otranto. La Baia dei Turchi è una bellissima spiaggia sabbiosa che fa parte dell’Oasi protetta dei Laghi Alimini e come tale è uno degli ecosistemi più importanti del Salento e dell’intera regione.
Quando nella primavera del 2006 è stata avviata la costruzione di uno stabilimento balneare sulla spiaggia gli abitanti della zona hanno da subito mostrato la loro contrarietà, attivandosi per salvaguardare il meraviglioso contesto naturalistico e la sua libera fruizione. Nel 2007, su richiesta di attivissimi comitati locali, è stato revocato il permesso di costruzione nella baia e i lavori sono stati immediatamente bloccati. Lo smantellamento della costruzione, che era stato celermente avviato, è stato interrotto dopo qualche giorno e mai più portato a termine, tant’è che i resti della struttura sono ancora in loco e non solo deturpano e inquinano la spiaggia, ma rappresentano anche un elemento di pericolo per tutti i bagnanti.

AGGIORNAMENTO: dopo le richieste congiunte di intervento da parte del comitato "Giù le mani dalla costa" e del FAI, il Comune di Otranto si è impegnato a restituire alla comunità la Baia dei Turchi così com'era prima dell'inizio della costruzione dello stabilimento balneare.
 Come promesso, dopo aver revocato e bloccato i lavori di costruzione, nel febbraio 2009 il Comune di Otanto ha portato a termine la rimozione dei resti della struttura, che deturpavano il meraviglioso paesaggio naturale della baia.
La felice conclusione della vicenda non costituisce la fine dell'impegno a favore della salvaguardia della costa otrantina e del mantenimento dello stato naturale di spiagge e paesaggi; con l'appoggio del FAI, il comitato richiede un intervento presso la Regione Puglia affinchè la zona dei Laghi Alimini vengono elevate al rango di Parco Regionale.


13. Spiaggia del Vialone, Toscolano Maderno (BS) – contro la realizzazione del progetto di cementificazione

Al 13° posto con 1.974 segnalazioni, il rischio di cementificazione cui è esposta la spiaggia del Vialone, sul lago di Garda. Nel novembre 2007 è stato presentato un progetto per la costruzione di un complesso residenziale - noto come Borgo +39 – in riva al lago, successivamente bloccato dal Comune di Toscolano Maderno per via della forte opposizione dei cittadini preoccupati dal considerevole impatto ambientale, dal ridimensionamento del centro sportivo e della spiaggia del Vialone che ne sarebbe derivato. A settembre 2008 la Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio ha predisposto il vincolo sull’area degli ex Cantieri del Garda: il vincolo prevede la salvaguardia di tutto l’ex complesso industriale e della zona naturalistica. Ma il Comune ha successivamente presentato un ricorso contro il vincolo posto dalla Soprintendenza e i cittadini temono che un nuovo progetto rischi di coprire di cemento la spiaggia del Vialone.

14. Organo storico di Faltona, Borgo san Lorenzo (FI) - contro l’abbandono e il degrado

Al 14° posto con 1.905 segnalazioni, il monumentale organo meccanico risalente alla fine del ‘600, giunto a Faltona, località del Comune di Borgo San Lorenzo (FI), verso la prima metà dell’800. Lo strumento musicale in stile barocco - a cinque campate di canne - fu costruito nel 1696 dal maestro organaro Bartolomeo Stefanini per la Badia Fiesolana e oggi si trova nella Pieve di Santa Felicita, chiusa da circa vent’anni. L’umidità, l’erosione del tempo, i roditori che si sono annidati fra le canne, i piccioni che ultimamente vi hanno fatto i loro nidi hanno notevolmente degradato questo preziosissimo organo, pezzo meccanico di grande importanza, che come tale andrebbe salvaguardato dall’abbandono in cui si trova.

AGGIORNAMENTO: a Borgo San Lorenzo si è costituito un comitato con l'intento di raccogliere fondi per il restauro del monumentale organo Stefanini, collocato attualmente nella Pieve di Faltona. L'intento del comitato è inoltre quello di arrivare allo spostamento dell'organo nel Santuario del SS. Crocifisso di Borgo San Lorenzo, sede a lui consona, visto lo stile che li accomuna.
Il FAI sostiene l'operato di questo comitato locale, affinchè le autorità competenti trovino una soluzione a questo vergognoso esempio di abbandono.

15. Trulli, Alberobello (BA) – contro il rischio di cementificazione

Al 15° posto con 1.835 segnalazioni, il paese di Alberobello(BA), pittoresco centro agricolo e turistico - fondato nel XV secolo dai conti Acquaviva - formato in gran parte da trulli che gli conferiscono notevole interesse architettonico riconosciuto dall'UNESCO nel 1996 Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Nella sola Alberobello ci sono circa 1.500 trulli di vario tipo, ma altri sono presenti nelle province di Bari, Brindisi e Taranto.
I numerosi voti raccolti nel corso del censimento testimoniano la volontà dei cittadini di tutelare e preservare dal rischio di un’ulteriore cementificazione queste abitazioni storiche, a ridosso di alcune delle quali, in passato, sono stati costruiti edifici che ne compromettono fortemente l’equilibrio e la visione.

16. Laguna di Venezia – contro l’impatto visivo e il moto ondoso causato dalle grandi navi e dai motoscafi veloci

Al 16° posto con 1.537 segnalazioni, le grandi navi e i motoscafi veloci che solcano la Laguna di Venezia. Nel bacino di San Marco e lungo il Canale della Giudecca transitano costantemente e frequentemente navi di notevoli dimensioni e motoscafi, che mettono in pericolo il patrimonio architettonico e monumentale della città, a causa degli immensi spostamenti d’acqua generati dal moto ondoso prodotto da queste imbarcazioni. Le navi traghetto e da crociera, di dimensioni completamente fuori scala rispetto all’architettura della città sono responsabili inoltre di un grave scempio visivo: si pensi per esempio che le navi più grandi raggiungono i trecento metri di lunghezza e superano in altezza i palazzi storici. L’inquinamento ambientale e acustico incide inoltre sulla qualità della vita dei cittadini veneziani.
I partecipanti al censimento chiedono l’estromissione delle grandi navi dalla Laguna di Venezia e il ricorso a soluzioni compatibili con il delicato equilibrio dell’ambiente, a cominciare dall’imporre alle navi un uso di combustibili meno inquinanti e dal vietare di tenere i motori accesi durante la sosta nel porto. Altrettanto fondamentale la necessità di far rispettare limiti di velocità ai motoscafi.

17. Piana di Albiano, Albiano d’Ivrea (TO) – contro la realizzazione del progetto Millennium Canavese

Al 17° posto con 1.487 segnalazioni, il progetto “Millennium Canavese” della società Mediapolis che prevede la realizzazione ad Albiano d’Ivrea (TO) di un grande parco a tema polifunzionale - la cui estensione sfiorerebbe i 60 ettari -, comprendente centri commerciali e un albergo con centro congressi. Il complesso, che verrebbe costruito nello splendido e unico contesto naturalistico della Serra d’Ivrea - una delle più importanti formazioni di origine glaciale esistenti in Europa - dovrebbe ospitare un parco divertimenti con attrazioni di vario genere (tecnologiche, meccaniche, audiovisive) e spazi per bambini, sale per spettacoli e concerti, oltre a negozi e luoghi di ristoro.
L’intervento costruttivo inciderebbe sulla piana di Albiano, zona del Canavese rimasta intatta e non edificata anche perché è un’area a forte rischio di esondazione.

AGGIORNAMENTO 2009: il giorno giovedì 19 novembre a Ivrea si è tenuto l’incontro “Anfiteatro morenico d'Ivrea: stop al consumo di suolo", un appuntamento importante, promosso dal FAI con Legambiente Piemonte e Valled’Aosta e l’Associazione Comuni Virtuosi, che ha affrontato questioni delicate e urgenti come quelle del consumo del suolo, della pianificazione territoriale e delle criticità territoriali.

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AGGIORNAMENTI 2008: a fine 2008 il FAI, congiuntamente a tutte le associazioni ambientaliste da Italia Nostra a WWF, ha presentato ricorso al TAR contro la valutazione di impatto ambientale favorevole al progetto "Millenium Canavese".
Ciò che il FAI teme è che inserendo una struttura dal così forte impatto ambientale in un contesto naturalistico pressochè ancora intatto, si scatenerebbe una "corsa alla cementificazione" nell'intera area della Serra di Ivrea. Diventerebbe così molto concreto il rischio di modificare in maniera irreversibile una zona dal notevole valore paesaggistico e naturalistico.


18. Torre d’Ayala, Taranto – contro l’abbandono e il degrado

Al 18° posto con 1.225 segnalazioni, la storica Torre d’Ayala a Taranto, che rappresentava il termine della cinta muraria magno-greca e che si staglia lungo viale Virgilio. Oggi la torre versa in stato di grave abbandono e rischia di crollare: è danneggiata dall’umidità che la sta sgretolando ed è deturpata da cartelloni pubblicitari, una rete metallica la cinge ed è costellata di cartelli gialli che riportano la frase “pericolo per la pubblica incolumità”. Per recuperarla si è mobilitata la delegazione FAI di Taranto che si è occupata della raccolta dei voti diretti alla cancellazione del degrado e degli interventi dell’uomo che ne hanno rovinato la bellezza.


19. Località Saline Joniche , Montebello Jonico (RC) – contro il complesso ex Liquichimica in disuso e la centrale a carbone che dovrebbe sostituirlo

Al 19° posto con 971 segnalazioni, la località Saline Ioniche, nel comune di Montebello Jonico (RC), dove si trova uno dei più bei tratti della costa Jonica. La bellezza di questo luogo è oggi deturpata dalla presenza di un vero e proprio ecomostro: la ex Liquichimica Biosintesi, un insediamento industriale costruito negli anni Settanta, mai entrato in funzione e ora completamente abbandonato. L’area costiera, oasi faunistica e luogo di passaggio di molti uccelli migratori, è inoltre sfigurata dalla presenza di una ciminiera altissima, visibile da molti chilometri di distanza.
Al posto del complesso industriale in disuso è ora in progetto la costruzione di una nuova centrale a carbone che comporterebbe un forte aumento dell’inquinamento locale, laddove si dovrebbe invece tutelare il delicato equilibrio ambientale.

20. Piazza della Chiesa di Santa Maria Assunta , Breme (PV) – contro la cabina elettrica situata accanto alla chiesa

Al 20° posto con 830 segnalazioni, la cabina elettrica situata accanto alla Chiesa di Santa Maria Assunta a Breme, in provincia di Pavia. I cittadini di Breme – comune lombardo di 879 abitanti – hanno partecipato in massa al censimento, capitanati dal sindaco, per chiedere la rimozione di questa cabina, la cui posizione, in prossimità del Battistero dell’ VIII secolo e della Chiesa romanica di Santa Maria Assunta del XIII secolo, determina infatti un forte e deturpante impatto visivo.
La loro proposta è semplicemente quella di posizionare la cabina lontano dalla piazzetta, in un sito che non disturbi l’equilibrio e il contesto monumentale del centro storico.