Quasi 240.000 segnalazioni per le prime tre edizioni de “I Luoghi del cuore”: un numero straordinario di adesioni, una mobilitazione affettiva che ha coinvolto cittadini di ogni regione d’Italia e addirittura ha fatto da collante per associazioni spontanee. E da queste aggregazioni sono nate collaborazioni con sindaci e amministrazioni pubbliche che hanno raccolto le richieste dei comitati. Il grande numero di adesioni al censimento è il segno di un interesse vero e vivo che il FAI ha potuto e può rappresentare davanti alle istituzioni e ai privati, con l’impegno di sensibilizzare e invitare alla loro salvaguardia le autorità: Sindaci, Soprintendenze e Presidenti delle Regioni.
In molti casi il censimento ha creato meccanismi virtuosi. Grazie alla mobilitazione dei cittadini sono nate collaborazioni con gli enti territoriali che hanno messo in moto progetti di recupero dei luoghi segnalati: così è successo per la Fontana dell’Acqua Acetosa a Roma, per l'Ospedale Niguarda a Milano, per la Cascina Linterno a Milano, per la Cappella di San Paolo a Galatina o ancora per la Chiesa di San Michele a Calvisano.
Ma solo grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, che è andato a sommarsi a un’attività di raccolta fondi partita spontaneamente, soprattutto a livello locale, è stato possibile agire in modo più concreto con veri e propri interventi di recupero. Nel primo censimento, nel 2003, circa 25.000 italiani segnalarono il proprio “luogo del cuore”, ridando così vita, grazie al contributo di Intesa Sanpaolo, al Mulino di Bàresi, in provincia di Bergamo. In occasione del secondo censimento del 2004, l’istituto milanese ha messo a disposizione, per la prima volta, i propri sportelli in tutta Italia e il numero delle segnalazioni si è quadruplicato, arrivando a circa 100.000. Grazie a questo importante risultato, è stato possibile intervenire su due beni scelti tra i primi dieci classificati: la Chiesetta della SS. Trinità di Teregua Valfurva (So) e l’Oratorio di San Martino a Clavi (Im).
Fervono ancora i lavori per il salvataggio di alcuni Luoghi di Natura segnalati al censimento 2006: il brolo del Monastero di San Giacomo di Veglia a Vittorio Veneto (TV), il Lago Azzurro a Campodolcino (SO), i Vialetti del borgo walser di San Gottardo di Rimella (VC) e il tratto di spiaggia da Fosso Cupido al Torrente Alaca a Sant’ Andrea Apostolo dello Jonio (CZ). »Guarda la sezione dedicata agli aggiornamenti.
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AGGIORNAMENTO SUGLI INTERVENTI IN CORSO E REALIZZATI IN DIFESA DEI LUOGHI DEL CUORE
2006: TERZA EDIZIONE
BROLO DEL MONASTERO DI SAN GIACOMO DI VEGLIA, VITTORIO VENETO (TV)
1° bene più segnalato, con 13.060 voti
Il Brolo del Monastero dei SS. Gervasio e Protasio è un prato verde che già dal 1700 apparteneva al complesso residenziale trasformato nei primi del ‘900 in monastero.
Sul prato pende oggi la minaccia di un progetto di edificazione che cancellerebbe un polmone verde in un’area già molto trafficata. A difesa dell’antico brolo si è costituito un singolare “comitato spontaneo” che affianca cittadini, monache di clausura e intellettuali.
AGGIORNAMENTO 2009: Dopo il risultato del censimento FAI, si è accesa la discussione sulla scelta di destinazione d'uso del brolo.
Da lunedì 7 a lunedì 14 settembre, presso il Collegio Dante Alighieri di Vittorio Veneto, si è tenuto “Il brolo di San Giacomo di Veglia: quale futuro per un Luogo del Cuore?”: un workshop internazionale di progettazione promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e da Intesa Sanpaolo.
Il workshop si è avvalso del coordinamento scientifico dello IUAV di Venezia. Scopo del workshop è stato quello di offrire un momento di riflessione e approfondimento sul futuro di una significativa area verde per provare a immaginare un futuro in grado di rispettarne l’identità.
Un fitto programma di lezioni insieme ad un ricco patrimonio di informazioni sul luogo e sul suo contesto, hanno permesso agli studenti di ricercare e approfondire al meglio soluzioni progettuali con l’obiettivo di valorizzare il Brolo quale luogo di fruizione pubblica, attraverso la creazione di un parco a vocazione agricola, che possa incentivare una relazione tra uomo e paesaggio rispettosa del passato, benché ancora fondamentale per il presente.
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LAGO AZZURRO, CAMPODOLCINO (SO)
3° bene più segnalato, con 9.072 voti
Il Lago Azzurro, uno dei simboli della Valchiavenna, da due anni non ha più l’acqua. Il piccolo e naturale lago alpino si riempiva ogni primavera, senza che nessun ruscello lo alimentasse, e poi scompariva in autunno per lasciare posto alla neve. Inaspettatamente, negli ultimi anni il lago è rimasto una conca vuota.
L’anomalia non ha precedenti nella storia della Valle e questo ha mosso l’allarme ambientale lanciato dalle amministrazioni di Madesimo e Campodolcino per capire cosa ha causato questa situazione e soprattutto per tentare di porvi rimedio.
AGGIORNAMENTO 2009: in risposta alla vera e propria mobilitazione locale di fronte al prosciugamento del lago, il FAI si è attivato affiancandosi ai cittadini e alle istituzioni locali, per cercare di capire il perché del mancato riempimento. Inizialmente si era persino ipotizzato un progetto di canalizzazione per riempire artificialmente il lago.
Per capire meglio la questione si è deciso di commissionare uno studio geologico del Lago Azzurro; questo studio è stato condotto dall’Università degli Studi di Milano, individuata come partner ideale per la sua rilevanza scientifica che per la conoscenza specifica del territorio grazie alla presenza della stazione Valchiavenna per lo Studio dell’Ambiente Alpino.
Lo studio ha chiarito che le precipitazioni sono le uniche fonti di approvvigionamento del lago e quindi, considerata la struttura geologica del bacino, un intervento artificiale di riempimento non porterebbe ad alcun risultato.
A volte salvaguardare significa anche non intervenire.
VIALETTI DEL BORGO WALSER DI SAN GOTTARDO DI RIMELLA, RIMELLA - VC
7° bene più segnalato, con 2.776 voti
San Gottardo è un borgo meraviglioso arrampicato sui fianchi ripidi della montagna caratterizzato dalle costruzioni in legno dei Walser. A San Gottardo oggi vivono 14 persone di cui 10 al di sopra dei 75 anni; la strada asfaltata non arriva fino al borgo che è raggiungibile solo a piedi.
I vialetti, esposti alle intemperie lungo i fianchi della montagna, erano ormai sconnessi e pericolosi da percorrere, soprattutto nei mesi invernali, circostanza che comportava l’isolamento di San Gottardo
AGGIORNAMENTO 2009: grazie all'impulso de "I Luoghi del Cuore" e al contributo messo a disposizione da Intesa Sanpaolo, sono stati effettuati i lavori di ripristino dei vialetti, che sono tornati ad avere la pavimentazione in acciottolato caratteristica della tradizione walser.
Lo scorso 25 luglio c’è stata la presentazione dell’avvenuto recupero dei vialetti, che hanno restituito la piena accessibilità al borgo anche nei mesi invernali.
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SPIAGGIA DAL FOSSO CUPIDO AL TORRENTE ALACA, SANT’ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO (CZ)
8° bene più segnalato, con 1.955 voti
L’area compresa tra il fosso Cupido e il torrente Alaca a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio è uno dei pochi luoghi della Calabria in cui la ferrovia non passa vicina al mare; vi è una grande spiaggia bianca ricca di vegetazione spontanea e di fauna selvatica (qui nidifica la tartaruga marina Caretta caretta); così come ancora preservato e integro è gran parte del suo entroterra ricco di sorgenti e vegetazione.
Un angolo di natura incontaminata che rischia di venire alterato dal progetto, voluto dal Comune di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, di realizzazione di un lungomare attrezzato con parcheggi, lidi, centri nautici, rotatorie ed altri elementi che contaminerebbero l’equilibrio eco-ambientale dell’area.
AGGIORNAMENTO 2009: Dopo una lunga battaglia condotta dal FAI con il supporto di WWF, Legambiente e Italia Nostra, è stato finalmente approvato dall’apposita commissione il vincolo di interesse paesaggistico sulla spiaggia posta tra il Fosso Cupido e il Torrente Alaca a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio.
Nonostante l’impegno delle associazioni per il salvataggio di quest’area,la situazione resta ancora estremamente complicata perchè in questi ultimi anni il comune di Sant’Andrea Apostolo dello Ionio ha realizzato degli interventi lesivi dell’integrità dell’ambiente (es. spianando alcune dune); proprio per questo il FAI ha presentato un esposto al Ministero dell’Ambiente.
2004: SECONDA EDIZIONE
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CHIESETTA DELLA SANTISSIMA TRINITÀ, TEREGUA VALFURVA (SO)
4° bene più segnalato con 3.142 voti
Sorta nel 1502, molto probabilmente sovrapponendosi a un precedente edificio di culto più vecchio di qualche secolo (forse XI), la chiesa si mostra nella semplice forma originaria ad aula unica lunga una decina di metri. L’interno è reso prezioso da un’ancona lignea e dalle pitture che decorano tutta la parte absidale. La chiesa è di proprietà della Diocesi.
Gli ultimi lavori effettuati sono stati: la costruzione del nuovo altare su cui è stata posta l’ancona lignea di scuola tirolese, la realizzazione dell’impianto elettrico e di illuminazione, la pavimentazione dell’aula in tavole di larice e il trattamento con vernici speciali dei parapetti e del cancelletto d’ingresso. E' stato infine ultimato il restauro degli affreschi di Vincenzo De Barberis nel registro inferiore dell’abside.
AGGIORNAMENTO 2008: il contributo di Intesa Sanpaolo ha permesso un concorso al restauro complessivo che vede interventi strutturali e il recupero degli affreschi e della pala d'altare. Il progetto di restauro della Chiesa è stato presentato, i lavori sono partiti nella primavera del 2007 e si sono conclusi i primi due lotti.
Per la raccolta delle segnalazioni si era costituita un’associazione la cui finalità è quella di raccogliere fondi per recuperare la chiesa. A oggi l’associazione conta oltre 300 associati e ha raccolto 12.000,00 euro tra quote associative e donazioni. Ad oggi la pala d'altare lignea è in fase di restauro.
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PONTE E ORATORIO DI SAN MARTINO, CLAVI (IM)
7° bene più segnalato con 2.700 voti
Di grande rilevanza storica e artistica il ponte di pietra a schiena d’asino, di proprietà del Comune, che risale al XIII° secolo e attraversa il torrente Prino. Sulla sua sponda sinistra sorge l'Oratorio di S.Martino, piccola costruzione in pietra, segnata da un campanile a vela. La sua costruzione è posteriore a quella del ponte che lo unisce all'abitato di Clavi e la sua presenza è documentata fin dal 1585, epoca in cui aveva forse funzione di ricovero. L’oratorio era stato raggiunto da una frana scesa per le fasce dalla strada soprastante la collina, che ne aveva rovinato la struttura esterna mentre infiltrazioni di acqua piovana avevano minato quella interna. L’oratorio oggi appartiene alla Diocesi Albenga - Imperia.
AGGIORNAMENTO: i fondi messi a disposizione da Intesa Sanpaolo hanno permesso di restaurare l'oratorio di San Martino, presentato nel mese di ottobre 2007, che torna così ad essere un punto di incontro e un simbolo di un'identità sia regionale che nazionale. Si è rivelato indispensabile il ruolo della Delegazione FAI di Imperia che coordinandosi con la comunità locale civile e religiosa, ha contribuito a rendere possibile l'intervento di restauro. Il ponte duecentesco, adiacente l’oratorio, è stato restaurato, in accordo con le Istituzione, a carico della Provincia di Imperia: i lavori si sono conclusi nel 2008.»Leggi le news correlate
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2003: PRIMA EDIZIONE
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2° bene più segnalato con 1.250 voti
Appartenuto sin dal 1672 alla famiglia Gervasoni, il Mulino di Bàresi ha da sempre rappresentato un pezzo del cuore di tutti gli abitanti della Val Brembana. Il Mulino è stato definito dal Ministero per i Beni e le attività Culturali “una importante testimonianza materiale di un bene di valore demo-antropologico”: un caso rarissimo di elevazione a opera d’arte di un monumento con queste caratteristiche.
AGGIORNAMENTO: il Mulino è stato acquisito dal FAI e dopo i lavori di consolidamento e di restauro, resi possibili dal contributo di Intesa Sanpaolo e di numerose aziende locali, sabato 22 luglio 2006 il Mulino è stato aperto al pubblico ed è attualmente visitabile su prenotazione (Tel 0345- 84197).
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