Voi li avete scoperti, amati e votati. Oggi cominciamo a restituirli all'Italia.
A poco più di un anno dalla fine della quinta edizione del Censimento, FAI e Intesa Sanpaolo presentano i progetti per ridare un futuro a undici Luoghi del Cuore segnalati dagli italiani nel 2010.
I Luoghi sono stati individuati da una Commissione, così come da impegno preso nel regolamento ufficiale del censimento, secondo i seguenti criteri: numero di segnalazioni ricevute dal bene, valenza storico-artistica o naturalistica del luogo, importanza per il territorio di riferimento, attivazione degli stakeholder locali, possibilità di effettuare un intervento significativo e duraturo, anche se circoscritto.
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Eremi dell'Abbazia di Santa Maria di Pulsano
Monte Sant'Angelo (FG)
34.118 segnalazioni
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Il luogo è stato scelto non solo per l'enorme numero di segnalazioni che ha ricevuto, che sono giunte da cittadini di tutta Italia, ma anche per la sua unicità e peculiarità: gli eremi di Pulsano esprimono infatti il perfetto connubio tra natura, arte e spirito in uno scenario incontaminato. Inoltre, va sottolineata l'antichità dell'insediamento, voluto dal papa-monaco San Gregorio Magno nel VI secolo; infine, va evidenziato il forte legame che intercorre tra il luogo e il suo Territorio, perché la sua storia non è solo quella dei diversi ordini monastici che vi si sono insediati ma è anche quella dei cittadini che, con la loro opera di volontariato, si sono attivati con passione per salvare il luogo che amano.
Il FAI, con il sostegno e la collaborazione della Delegazione FAI di Foggia, ha proseguito l'opera di sensibilizzazione svolta dai 34.118 segnalatori che hanno partecipato al Censimento "I Luoghi del Cuore" rendendo noto ai media e al pubblico nazionali l'eccezionale sito artistico e religioso di Pulsano e intraprendendo con le Istituzioni pugliesi un percorso comune volto alla salvaguardia e alla valorizzazione del bene, nel pieno rispetto della sua natura di luogo di preghiera e di ritiro.
A seguito del Censimento, che ha dato voce alla richiesta profondamente sentita e condivisa di tutelare e salvaguardare un luogo così unico e straordinario, tutti gli Enti territoriali si sono attivati per intervenire a favore degli Eremi, in particolar modo la Provincia di Foggia e la Regione Puglia.
Grazie al contributo messo a disposizione da "I Luoghi del Cuore" il FAI collaborerà con la Provincia di Foggia per la definizione di un progetto di valorizzazione del sito che prevede la riqualificazione e la fruibilità pedonale di un percorso verde a lato del vallone che conduce in prossimità dell'Eremo di S. Nicola, uno dei 24 Eremi già censiti nell'ambito del progetto, caratterizzato all'interno da resti di affreschi murali tra cui un'Annunciazione della Vergine, una Crocifissione con religioso oranti, un monaco e un abate inginocchiati in adorazione. Il percorso verde sarà creato riqualificando la strada mai completata, di proprietà della Provincia di Foggia, che avrebbe dovuto collegare Monte Sant'Angelo con la sottostante Manfredonia, un'opera mai conclusa che verrà dunque trasformata in un percorso di grande impatto panoramico, che permetterà di ammirare il sito, senza di fatto invaderne la quiete con un flusso turistico. Un'operazione che vedrà affiancati Provincia di Foggia, FAI e Parco Nazionale del Gargano, con interventi di ingegneria naturalistica e di guida alla visita.
La mobilitazione registrata per Casa Bossi è il risultato della partecipazione sentita e appassionata di un'intera città che si è attivata per il proprio luogo del cuore. Un gesto d'amore che non poteva passare inosservato. Ma questo luogo è stato scelto anche perché è il simbolo stesso di Novara ed è oggi una ferita aperta nel cuore della città. Un luogo dall'indubbio valore storico e artistico, uno dei migliori esempi di architettura civile ottocentesca, opera del grande architetto Alessandro Antonelli. Un luogo su cui viene tuttora mantenuta alta l'attenzione grazie all'instancabile attività di valorizzazione svolta dalla Delegazione FAI di Novara e dal Comitato d'Amore per Casa Bossi. Per la salvaguardia dello storico edificio si è attivato anche il noto architetto novarese Vittorio Gregotti.
Il grande movimento di opinione nato con "I Luoghi del Cuore" ha fatto decadere il progetto di alienazione dell'edificio antonelliano e ha riacceso l'interesse sul recupero del bene. Il FAI, con il supporto sul territorio della Delegazione FAI di Novara e in collaborazione con il Comune di Novara e il Corriere di Novara lancerà un concorso di idee per individuare la nuova destinazione d'uso di Casa Bossi, che possa rendere l'edificio un luogo vivo e un punto di riferimento per il territorio e per le sue caratteristiche produttive.
La rifunzionalizzazione di Casa Bossi è inscindibile dall'elaborazione del progetto di restauro del bene, che dovrà essere pensato e studiato anche in funzione della sua nuova destinazione d'uso. Grazie al contributo "I Luoghi del Cuore" il FAI interverrà nello studio delle nuove funzioni da insediare e nella realizzazione del contestuale piano di gestione del bene e, in collaborazione con il Comune di Novara, proprietario dell'edificio, e il Corriere di Novara lancerà un bando di concorso per raccogliere idee progettuali per la rifunzionalizzazione dell'edificio. Le prime tre idee vincitrici del concorso verranno sviluppate progettualmente dal FAI. La Fondazione è inoltre in stretto contatto con il Comitato d'Amore per Casa Bossi - che insieme alla Delegazione è stato fautore della raccolta di segnalazioni – per individuare la migliore metodologia di intervento per l'oneroso restauro del bene, stimato nell'ordine di parecchi milioni di euro, che dovrà necessariamente coinvolgere altri Enti.
Si tratta del terzo luogo più segnalato nel 2010 dagli italiani ed è l'emblema del fatto che l'impegno e la passione dei cittadini a favore del nostro Patrimonio possano svolgere un ruolo essenziale per la sua salvaguardia. Le segnalazioni ricevute per la Chiesa hanno rappresentato una vera e propria scossa, giunta fino al Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La chiesa rappresenta uno straordinario esempio di architettura barocca, un unicum nello scenario lucchese; a questa peculiarità si aggiunge il valore sociale che per anni ha rivestito la Chiesa di Santa Caterina: luogo di preghiera e punto di riferimento per le donne che lavoravano alla Manifattura Tabacchi, proprio di fronte all'edificio religioso.
Grazie alla visibilità nazionale ottenuta con il censimento "I Luoghi del Cuore" e alla costante attività di sensibilizzazione svolta dalla Delegazione FAI di Lucca, la Soprintendenza di Lucca ha chiesto e ottenuto lo stanziamento di 800.000 euro per il restauro della Chiesa. I lavori partiranno entro l'inverno e grazie al contributo messo a disposizione da "I Luoghi del Cuore" sarà possibile ridare voce alla chiesa di Santa Caterina restaurando l'organo ottocentesco.
Le istituzioni non sono rimaste indifferenti di fronte all'appassionata partecipazione dei lucchesi registrata in occasione della quinta edizione de "I Luoghi del Cuore". Un "movimento di popolo" guidato dalla Delegazione FAI di Lucca a favore del piccolo gioiello barocco ormai chiuso da anni. Grazie ai fondi stanziati dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali sarà ora possibile avviare i lavori di recupero dell'edificio religioso, a cominciare dal restauro del tetto, ormai da tempo a rischio crolli. "I Luoghi del Cuore" interverrà nel recupero di un elemento simbolo della chiesa, il raffinato organo ottocentesco. Il bene, che presenta ancora oggi tutti gli elementi originali e che è molto probabilmente attribuibile alla mano esperta dell'organista Domenico Pucci, fu eseguito con grande abilità tecnica e ingegnose soluzioni per sfruttare gli esigui spazi della Chiesa. L'organo registra un massiccio attacco di insetti xylofagi ai somieri, ai mantici, ai portavento e a tutte le canne lignee. L'intervento di restauro prevede innanzitutto lo smontaggio dell'organo, che verrà trasportato in laboratorio per i lavori di pulitura e consolidamento della cassa contenitiva. Il FAI è in stretto contatto con la Soprintendenza e con il Comune di Lucca, proprietario del bene, per definire le modalità e le tempistiche dell'intervento.
La chiesa, chiusa da 50 anni e sconsacrata, è stata scelta per il suo valore artistico: si tratta infatti di uno degli edifici più interessanti delle Marche per la ricchezza e la varietà della decorazione plastica, realizzata a stucco, e per i raffinati altari in scagliola, di altissima qualità; per la sua importanza storica, poiché, consacrata nel 1607, rappresenta una delle prime testimonianze dei filippini sia a Fermo, sia in Italia, la cui costruzione è cominciata quando il santo era ancora in vita; perché, ferito e danneggiato dal sisma del 1997, lo stesso che colpì Assisi, e con i lavori di restauro a lungo fermi, può ora essere un simbolo di rinascita e un messaggio di speranza; perché, grazie alla collaborazione con il Comune, proprietario del bene, che avvierà il recupero complessivo dell'edificio, il FAI potrà intervenire nel restauro di un elemento significativo della Chiesa: il portale barocco in pietra istriana, che prospetta sul centrale Corso Cavour – accanto al Tribunale, un tempo convento dei Filippini – e che è sovrastato da un'epigrafe impreziosita da una testa di angelo a tutto tondo con lunghe ed elaborate ali.
Grazie anche alla spinta ricevuta con il risultato del censimento 2010, che ha visto profondamente coinvolta la Delegazione FAI di Fermo, il Comune di Fermo ha progettato l'intero recupero dell'edificio e ha lavorato con successo al reperimento dei fondi necessari all'intervento complessivo della Chiesa a cui il FAI parteciperà donando il progetto di restauro del portale maggiore e, grazie a un contributo "I Luoghi del Cuore, sostenendo l'intervento.
Il Censimento "I Luoghi del Cuore" ha permesso di riaccendere l'attenzione su quello che viene considerato uno degli edifici più interessanti delle Marche per la preziosità degli apparati decorativi, situato nel cuore di Fermo e ormai chiuso da anni e di far conoscere il vivo interesse dei cittadini nei confronti della Chiesa di San Filippo. Nel 2009 il Comune di Fermo in collaborazione con la Soprintendenza ha avviato i lavori di restauro dell'edificio, danneggiato dal sisma del 1997, che hanno permesso di intervenire su una parte del bene, rendendo possibile il consolidamento e il restauro della cripta-chiesa inferiore. Dopo mesi di stallo, grazie anche all'attività di sensibilizzazione svolta dal Censimento, il Comune, in collaborazione con la Direzione Regionale per i Beni Culturali e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, ha potuto portare a termine il reperimento dei fondi necessari per attuare i restanti lavori di recupero, che partiranno a breve. La conclusione dei lavori è prevista per la fine del 2013. Il contributo "I Luoghi del Cuore" permetterà di recuperare il portale maggiore in pietra, che affaccia sul corso principale di Fermo. Il portale, visibilmente degradato a causa dell'inquinamento e delle condizioni atmosferiche, sarà oggetto di un intervento di restauro, pulitura e trattamento consolidante delle superfici lapidee decorate e degli elementi scultorei.
Il Giardino di Piazza 4 Novembre, segnalato da 4.292 persone, è un piccolo parco pubblico in posizione centralissima, sul Lungomare barese, accanto al Teatro Margherita. In stato di degrado, grazie anche alla sensibilizzazione e al movimento di opinione generato dai Luoghi del Cuore, il Giardino sarà presto oggetto di un totale recupero a cura del Comune di Bari, che ne è proprietario. Il FAI e Intesa Sanpaolo hanno identificato quale elemento di particolare significato nell'ambito del censimento 2010, legato all'Unità d'Italia, il busto in bronzo del patriota Giuseppe Massari, protagonista del Risorgimento barese. Grazie al contributo "Luoghi del Cuore" il busto verrà restaurato.
La mobilitazione registrata durante il Censimento e guidata dalla Delegazione FAI di Bari, ha portato all'attenzione del Comune l'emergenza di questo luogo così caro ai cittadini. L'amministrazione comunale ha prontamente accolto l'appello dei baresi ed entro l'anno avvierà i lavori di recupero del giardino. Grazie al contributo messo a disposizione da "I Luoghi del Cuore" sarà possibile restaurare il busto in bronzo di Giuseppe Massari, uno dei grandi protagonisti baresi del Risorgimento.
Il giardino della piazza dedicata agli "Eroi del mare", di fronte allo storico teatro Regina Margherita, dopo anni di abbandono verrà finalmente recuperato e restituito alla Comunità. Il Comune di Bari, proprietario del bene, ha infatti stanziato i fondi necessari per la riqualificazione del giardino che comprenderà interventi di manutenzione straordinaria, posa di arredo urbano e recupero degli apparati decorativi. Il Censimento "I Luoghi del Cuore" renderà possibile il restauro del busto di Giuseppe Massari, che si erge nel giardino, proprio di fronte al Teatro Regina Margherita. Il Giardino verrà così restituito nella sua vivibilità e con il suo storico monumento ad una cittadinanza che in altri tempi ha contribuito concretamente alla sua creazione.
Il luogo è stato scelto per il suo valore storico-artistico, poiché rappresenta l'esordio del Palladio in Friuli. È dedicato a Domenico Bollani, luogotenente della Serenissima, che lo commissionò nel 1556 in ringraziamento per la conclusione di un'epidemia di peste, ma anche con il doppio intento di porre la città sotto il simbolo del Leone di San Marco, che sovrasta l'arco; per la sua importanza all'interno della struttura di Piazza Libertà, una delle piazze centrali di Udine, in cui rappresenta l'ingresso che conduce alla salita che porta al Castello; per il valore affettivo che riveste per i cittadini che da tempo chiedono il suo recupero.
Il contributo "I Luoghi del Cuore" permetterà in particolare di restaurare la statua del Leone Marciano che orna la cima dell'Arco Bollani, situato ai piedi della salita che porta al Castello, e luogo del cuore per cui la Delegazione FAI di Udine si è attivata con passione guidando la mobilitazione dei cittadini in occasione del Censimento.
Il FAI, grazie al contributo "I Luoghi del Cuore", offrirà il suo supporto al Comune di Udine, proprietario del bene, che, sensibile all'importanza di tutelare il prezioso patrimonio storico e artistico cittadino, avvierà a breve un intervento di recupero di una parte monumentale di Piazza della Libertà, "salotto" di Udine ornato da importanti opere rinascimentali in cui insiste l'Arco. "I Luoghi del Cuore" permetterà di restaurare l'antica struttura dell'arco Bollani, emblema dell'esordio del Palladio in Friuli, che necessita di interventi di manutenzione, soprattutto sul "leone marciano" che ne orna la cima. La statua mostra la formazione di microflora: la pietra di Vicenza usata per il manufatto è infatti una pietra tenera, che ben si presta alla ricrescita biologica, che si manifesta con antiestetiche coloriture grigio – verdi. L'intervento consisterà nella pulitura del leone e nella manutenzione dell'arco. Il FAI è attualmente in stretto contatto con l'amministrazione comunale per la sottoscrizione di una Convenzione in cui vengano definiti i modi e i tempi per l'avvio dei lavori di recupero.
La statua del Genio è stata scelta dalla Commissione non solo perché è il simbolo della città di Palermo, ma anche perché è un piccolo gioiello situato nel cuore di un quartiere, quello della Vucciria, che, dopo lo splendore degli anni passati, chiede oggi di essere valorizzato e riportato a nuova vita. Le segnalazioni raccolte grazie al Censimento sono il culmine di una lunga campagna di sensibilizzazione condotta dalla Delegazione FAI di Palermo che ha coinvolto cittadini, istituzioni, imprese pubbliche e private, scuole e circoli sportivi, a dimostrazione del fatto che per i cittadini questo è davvero un luogo del cuore: in moltissimi sono stati protagonisti di questa pagina positiva che ha permesso di far conoscere una parte, seppur piccola, del patrimonio artistico e monumentale di questa splendida Città.
Il 16 ottobre scorso, in occasione della "Festa alla Piazza" organizzata dalla Delegazione FAI di Palermo nell'ambito della campagna di raccolta fondi a sostegno del FAI "Ricordati di salvare l'Italia", la Fondazione – rappresentata dal Capo Delegazione FAI di Palermo Lelia Collura - ha firmato il protocollo d'intesa con il Comune di Palermo - rappresentato dall'Assessore al Centro Storico Mario Milone - per il recupero della quattrocentesca statua dedicata al nume tutelare della Città.
Secondo quanto stabilito nell'accordo, la Delegazione donerà il progetto di restauro al Comune, che effettuerà l'intervento sul bene. Grazie al contributo "I Luoghi del Cuore", inoltre, il FAI interverrà nella riqualificazione della Piazza del Garraffo, in cui si trova l'edicola marmorea del Genio, con interventi di arredo urbano e di pedonalizzazione. Grazie all'intervento della Fondazione sarà possibile restituire dignità alla piazza, privata da anni della sua storica fontana – spostata in piazza Marina – e trasformata in un'area di parcheggio. E' giunta così al termine, con il progetto di recupero del piccolo gioiello nel cuore del quartiere Vucciria, la lunga campagna di sensibilizzazione condotta dalla Delegazione FAI di Palermo per la salvaguardia del Genio di Piazza del Garraffo e dello stesso quartiere, il cui storico mercato si è ormai ridotto a pochi banchi. Una testimonianza di amore per un quartiere che ha costituito parte integrante della storia anche sociale della città, testimonianza che è culminata con il censimento "I Luoghi del Cuore", che ha permesso di portare all'attenzione nazionale l'emergenza di questo Bene. Il Comune di Palermo, proprietario dell'Edicola, ha risposto alle sollecitazioni del Censimento impegnandosi a realizzare il restauro della statua; il FAI affiancherà l'amministrazione e, grazie al contributo "I Luoghi del Cuore", realizzerà la sistemazione pedonale con posa di arredo urbano della piazzetta antistante l'edicola.
Il luogo è stato scelto non solo perché rappresenta uno dei beni più curiosi e particolari segnalati alla quinta edizione del Censimento, una vera attrazione di cui esistono numerose riproduzioni, ma anche perché al valore affettivo del bene si aggiunge la sua indubbia valenza storico artistica: il Piè di marmo è un frammento, l'unico rimasto, di un'antica statua romana, situato nel cuore di Roma. E' un piede colossale che ha dato il nome alla via omonima, appartenente sicuramente ad una statua di culto, anch'essa colossale, forse un acrolito. Si pensa che la statua fosse collocata nel più importante santuario egizio a Roma, dedicato a Iside e Serapide.
Grazie al Censimento, al sostegno e all'attivazione della Delegazione FAI di Roma e alla collaborazione con la Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale, il luogo del cuore più amato nel Lazio – e uno dei luoghi più curiosi segnalati nel 2010 – è stato restituito alla Comunità finalmente recuperato.
Nel mese di luglio si sono conclusi i lavori di restauro del Piè di Marmo, luogo del cuore conosciutissimo dai romani e curiosa attrazione per i turisti, situato in pieno centro a breve distanza dal Pantheon, che per anni ha versato in un grave stato di abbandono. Nel mese di maggio 2011 hanno preso il via i lavori di restauro del bene, di proprietà del Demanio, realizzati grazie al contributo "I Luoghi del Cuore" e alla collaborazione della Sovraintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale. L'opera ed il suo basamento, scolpiti in un unico blocco di marmo, erano molto deteriorati per le vicissitudini storiche e il degrado dei materiali esposti all'aperto. Il restauro è stato articolato in due fasi, che hanno compreso la pulitura delle superfici e l'integrazione delle lacune.
Si tratta di un bene paesaggistico di rara bellezza, un'area naturale che per l'incantevole e singolare panorama che offre viene definita "Balcone d'Italia". Un luogo che, per la sua stessa posizione al confine con la Svizzera, riveste anche un'importante valenza turistica. Già nel 2008, a seguito delle segnalazioni ricevute alla quarta edizione del Censimento, consapevole dell'importanza della sua tutela, il FAI si è attivato con iniziative concrete di sensibilizzazione, avviando un tavolo tecnico con Regione Lombardia, Cantone Svizzero, Comuni di Lanzo d'Intelvi e Arogno. Oggi che, finalmente, un primo importante passo viene compiuto – è infatti in corso di demolizione l'ecomostro che deturpava la vetta – la Fondazione è pronta a intervenire, come già in passato si è impegnata a fare, per garantirne la piena valorizzazione e fruibilità.
Grazie all'attenzione mediatica generata da due edizioni del censimento "I Luoghi del Cuore" e al tavolo di lavoro transfrontaliero partecipato dal FAI, a settembre 2011 hanno preso il via i lavori di rimozione della stazione di arrivo della funivia che deturpava la cima della Vetta, che dovrebbero concludersi entro l'anno. Il contributo "I Luoghi del Cuore" renderà possibile intervenire nel successivo progetto di riqualificazione dell'area, in territorio italiano.
La splendida cima della Vetta Sighignola per più di 37 anni è stata deturpata dalla stazione di arrivo della funivia mai terminata Campione – Monte – Sighignola. Le istituzioni locali italiane e svizzere hanno accolto l'appello lanciato dai cittadini attraverso due edizioni del Censimento – la Vetta era infatti stata segnalata anche nel 2008 - e hanno collaborato creando un efficace tavolo tecnico transnazionale, sollecitato dallo stesso FAI, per dare nuova vita al Balcone d'Italia realizzando i lavori di abbattimento dell'ecomostro. è in corso di stesura il progetto definitivo di riqualificazione globale della Vetta, che sarà pronto nei primi mesi del 2012. Il progetto, firmato dall'architetto Matteo Huber, prevede la realizzazione di una nuova terrazza panoramica in territorio svizzero sfruttando il basamento della stazione a monte incompiuta. Verrà creato un raccordo tra questa nuova terrazza, il piazzale sovrastante posto in territorio italiano e la striscia di terreno sottostante con panchine, aree attrezzate, giochi per bambini e percorsi vita, interessando anche il bosco circostante. Grazie al contributo "I Luoghi del Cuore", il FAI, affiancando il Comune di Lanzo d'Intelvi, interverrà nella sistemazione naturalistica e paesaggistica dell'area, che tornerà dopo una lunga parentesi ad essere mèta turistica di interesse internazionale.
Il luogo è stato scelto perché, con la sua riapertura al pubblico dopo anni di inaccessibilità, possa essere un esempio e un modello di intervento per il restauro delle altre cappelle del maestoso Duomo di Viterbo, tutte da tempo tamponate; i muri che precludono alla vista e al culto le cappelle si inseriscono in una serie di restauri di ripristino del presunto aspetto originario della chiesa, attuati nel secondo Dopoguerra. La cappella è stata scelta dalla Commissione anche perché racchiude, nell'intradosso dell'arco, uno dei rari esempi di affresco che ritrae Santa Rosa, ascrivibile al primo quarto del XVIII secolo, alla quale i viterbesi sono emotivamente legati. La peculiarità della cappella è rappresentata anche dagli altri dipinti, che presentano un repertorio decorativo a finti rilievi e che si dipanano attorno ad architetture fittizie secondo un uso illusionistico della prospettiva.
Dopo anni di chiusura al pubblico, grazie al censimento "I Luoghi del Cuore", che ha potuto contare sul supporto e sulla collaborazione della Delegazione FAI di Viterbo, i cittadini potranno tornare ad ammirare, finalmente restaurata, la cappella del Duomo di Viterbo che contiene uno dei rari esempi di raffigurazione ad affresco di Santa Rosa.
Il FAI interverrà, grazie al contributo messo a disposizione da "I Luoghi del Cuore", nel recupero della cappella di Santa Rosa, all'interno del maestoso duomo di Viterbo, sostenendo parte della realizzazione del progetto di verifica statica, stamponatura, consolidamento strutturale e restauro degli apparati decorativi della cappella. Il progetto è stato elaborato grazie alla Delegazione FAI di Viterbo, che lo donerà alla Curia di Viterbo, proprietaria del bene. Il FAI è in stretto contatto con la Curia per la sottoscrizione di una Convenzione che possa sancire i modi e i tempi per l'avvio dei lavori di recupero.










