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TORRE DI MANFRIA

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127 Commenti

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TORRE DI MANFRIA
Gela
Cl
Sicilia
Sito archeologico
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2010-05-12 18:02:56

angelo dice:

la torre di manfria la costa e la collina di manfria, torre di avvistamento cosi come tante altre sorte nel periodo delle incursioni barbaresche (1500) su ordine del vicerè Vega. A Gela vi era anche una altra torre detta dell'Insegna ormai scomparsa, non facciamo che scompaia anche questa.

2010-05-13 10:32:15

Nuccio dice:

Essa faceva parte del sistema di avviso delle Torri costiere della Sicilia, costruite su indicazione dell'architetto fiorentino Camillo Camilliani. La Torre di Manfria si erge su una collina sovrastante la frazione e risulta visibile da tutto il golfo di Gela. Attualmente è di proprietà privata e si presenta in discreto stato di conservazione, eccettuato per la terrazza che presenta alcuni tratti del cornicione ormai diruti. Si segnala che è una delle torri camillianee tra le più grandi, è infatti alta circa 15 metri con una base di circa metri 12,50. Era detta anche torre di Sferracavallo, ma Francesco Maria Emanuele Gaetani marchese di Villabianca, nei suoi Diari palermitani riporta che era chiamata anche Torre d’Ossuna. La sua costruzione venne iniziata nel 1549, durante il viceregno di Giovanni De Vega. La data, non completamente certa, si desume in quanto Tiburzio Spannocchi nella sua rilevazione la disegna con lo stesso basamento tronco conico della Torre Mulinazzo di Cinisi, che con certezza era già stata costruita nel 1552 sotto il viceré Giovanni De Vega. Nel 1578 è citata per essere sita in Contrada Sferracavallo, e non completata, tanto che si suggeriva che : et sarà bisogno fornirla alzandola circa duj canne di più…. Nel 1578 quindi la costruzione venne ripresa e completata su disegno dell'architetto fiorentino Camillo Camilliani, che la cita ben due volte in occasione dei suoi studi preparatori, per i quali preparò un acquarello che mostra la torre di foggia circolare con basamento che presentava una scarpata e parapetto con merli. Riporta che era assai adatta alla difesa essendo in corrispondenza a nord con il Castello di Butera, ed ad est con il Castello di Gela, mentre ad ovest lo era con il Castello di Falconara. Nel primo quarto del XVII secolo la torre fu quasi del tutto ricostruita fino ad assumere l’aspetto attuale, e probabilmente, desume il Villabianca, per impulso del viceré Pedro Giron, duca di Ossuna. Dagli archivi della Deputazione del Regno di Sicilia, risulta che a partire dal XVIII secolo, negli anni 1717, 1757, 1797, la guarnigione della torre fosse composta da quattro soldati ed un sovrintendente scelto tra i cavalieri della città di Terranova (Gela). Nel 1804 dalla stessa fonte è posta sotto la sovrintendenza di Don Mariano Carpinteri e Gravina, di Terranova, che nel 1805 fece costruire la scala esterna di accesso, a due rampe, ancor oggi esistente. Nel 1867 è ricompresa nelle opere militari da dismettersi. Alla torre è legata la leggenda del gigante Manfrino , buono e sfortunato, a guardia di un tesoro nascosto, nata dal ritrovamento di monete greche e romane nella zona e di una formazione rocciosa, oggi non più visibile, interpretata come la sua orma lasciata nella roccia.

2010-05-18 20:54:17

Gaetano dice:

LA TORRE DI MANFRIA. Si erge su una collina che sovrasta la frazione di “Manfria”e risulta visibile da tutto il golfo di Gela. La sua costruzione risale al 1549, durante il viceregno di Giovanni De Vega. Rimasta incompiuta, la costruzione venne ripresa agli inizi del XVII secolo (1615) e completata ad opera del Viceré di Sicilia Pedro Tellez Giron y Guzman Duca di Ossuna su disegno del famoso architetto fiorentino Camillo Camilliani. Alla torre è legata la leggenda del gigante Manfrino, buono e sfortunato, a guardia di un tesoro nascosto, nata dal ritrovamento di monete greche e romane nella zona e di una formazione rocciosa, oggi non più visibile, interpretata come la sua orma lasciata nella roccia. La torre di Manfria è una struttura di pianta quadrata, di circa 12,5 metri per lato, su un basamento parallelepipedo che serve da innesto ad un tratto a tronco di piramide, sovrastato da un volume chiuso con tetto a due falde. Fa parte delle duecento e più torri costiere dell’Isola, che formavano un rudimentale sistema di vigilanza strategico-militare per segnalare i pericoli provenienti dal mare.

2010-05-23 12:37:52

Aurelio dice:

per favore, aiutatela! sta cadendo a pezzi ! è pensare che è uno dei simboli della città :.(

2010-05-24 11:25:45

domenico dice:

è una torre bellissima... ma il comune di gela non pensa di volerla recuperare... si trova su un altopiano bellissimo sulla costiera gelese di fronte al mare... basterebbe sistemare anche la strada e l interno della torre mettere un guardiano diurno e notturno e porterebbe tanti turisti

2010-05-27 20:10:14

Giorgia dice:

Uno splendido pezzo di storia con alle spalle un panorama mozzafiato.

2010-05-31 17:06:57

Gero dice:

Luogo incantevole da dove si può ammirare un bellissimo panorama del mare antistante, inoltre è un luogo pieno di tanta energia vitale.

2010-06-02 00:30:31

Alessandra dice:

Luogo stupendo!!

2010-06-02 08:31:30

Antonio dice:

Gran bel luogo!

2010-06-03 19:17:19

andrea dice:

una scala verso l'infinito su una collina di palme nane, una lunga camminata sulla spiaggia puntando a ovest..è un luogo meraviglioso e dovrebbe essere tutelato anche dal punto di vista naturalistico.tutta la zona è stata oggetto di indagini da parte dell'università di Bochum che ha qui catalogato materiale per anni.

2010-06-05 11:18:05

VALERIO dice:

VECCHIA TORRE DI AVVISTAMENTO AI TEMPI DI FEDERICO II DI SVEVIA

2010-06-12 12:09:57

Gelese dice:

La torre di Manfria si trova sulla costa ad occidente di Gela ed erge su una collina sovrastante la frazione e risulta visibile da tutto il golfo della Città di Gela. La sua costruzione venne iniziata nel 1549, durante il vice regno di Giovanni De Vega. Venne edificata nel XVI secolo per prevenire le incursioni barbaresche, segnalando il pericolo di avvicinamento da parte dei nemici con la tecnica del fumo e dei fuochi. Alla torre è legata la leggenda del gigante Manfrino, buono e sfortunato, a guardia di un tesoro nascosto, nata dal ritrovamento di monete greche e romane nella zona e di una formazione rocciosa, oggi non più visibile, interpretata come la sua orma lasciata nella roccia. Rimasta incompiuta, la costruzione venne ripresa agli inizi del XVII secolo e completata su disegno dell’architetto fiorentino Camillo Camilliani.

2010-06-15 10:31:45

andrea dice:

vale la pena salvarla ! FORZA GELESI, VOTATE E SALVATELA

2010-06-15 10:36:21

giuseppe dice:

FORZA GELESI, VOTIAMOLA E SALVIAMOLA

2010-06-15 19:09:51

Kris dice:

salviamola!!

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